“un’istituzione permanente, senza scopo di lucro,
al servizio della società, e del suo sviluppo,
aperta al pubblico, che effettua ricerche sulle
testimonianze materiali ed immateriali dell’uomo
e del suo ambiente, le acquisisce, le conserva, e le
comunica e specificatamente le espone per scopi
di studio, educazione e diletto. “

(Statuto dell’International Council of Museums)

Con lo sci il trasporto a fune è divenuto
un’industria che oggi si evolve anche al di fuori
del suo campo di applicazione tradizionale costituendo una non trascurabile voce nel PIL dei Paesi che ospitano le maggiori Ditte costruttrici di impianti di risalita, alcune delle quali hanno ormai assunto la struttura di multinazionali.

Ma questa è solo una conseguenza dell’enorme
sviluppo che, proprio grazie a questo mezzo di
trasporto, ha avuto il turismo invernale italiano
(il cosiddetto “circo bianco”), per il quale oggi
si stima un giro d’affari intorno ai 6,6 miliardi
di Euro. Questo giro d’affari rappresenta quindi
quasi il 3% del PIL nazionale e il contributo
della rete di impianti di risalita esistente sul
territorio italiano (oltre 1700) ne costituisce un
sostegno fondamentale.

 

Negli ultimi 10 anni poi, parallelamente
all’applicazione in campo montano, che sta
ormai raggiungendo il suo apogeo, l’idea di
trasporto “aereo terrestre” sta gradualmente
prendendo piede nell’ambito del trasporto
urbano. Le sempre maggiori esigenze di
sicurezza e di potenzialità, e l’evoluzione tecno-
logica volta a ridurre il rapporto costi/benefici
hanno portato alla progressiva sostituzione degli
impianti con altri più performanti.

Ciò ha causato la scomparsa quasi totale di
importanti testimonianze della storia di questo
particolare settore dei trasporti.

Nonostante tutto ciò, le “funicolari aeree” non
possiedono ancora un museo tutto loro, dedicato
alla loro storia e al loro sviluppo tecnologico.
Attualmente, eccezion fatta per una sezione
funiviaria della “Maison des Transports” di
Lucerna e per un nascente museo degli impianti
di risalita a Kandersteg, entrambi in Svizzera,
qualche piccola sala all’interno di musei della
tecnologia (esempio Museo Leonardo da Vinci
di Milano) o dedicati alla montagna in senso
lato (Museo Duca degli Abruzzi di Torino), non
esiste un Museo dei Trasporti a Fune propria-
mente detto. Una struttura, cioè, in grado di
mettere a disposizione del pubblico reperti
storici, materiale fotografico, documentazione
tecnica e una biblioteca monografica raccolti in
un unico luogo o, almeno per quanto riguarda la
documentazione tecnica, di costituire il fulcro
di una rete di archivi disponibili per studiosi,
ricercatori e scuole tecniche.

un museo che manca  in italia